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mercoledì 4 febbraio 2009

DIFFICOLTA' SEGNANO VISO, RUGHE NON SOLO GENETICHE

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista online 'Plastic and Reconstructive Surgery' dell'American Society of Plastic Surgeons, le rughe non sono solo scritte nei geni, ma sarebbero, piuttosto, il prodotto di molti eventi esterni primi tra tutti il divorzio e l'uso di farmaci. Difficolta' e' stress lasciano il segno sul viso e un divorzio 'segna' piu' della vedovanza.

Gli studiosi hanno esaminato 186 coppie di gemelli, in teoria geneticamente 'programmati' per invecchiare allo stesso modo. Invece i risultati hanno dimostrato che i gemelli divorziati apparivano due anni piu' vecchi dei loro fratelli sposati, single o addirittura vedovi.

Anche i farmaci, in particolare gli antidepressivi, facevano apparire chi li utilizzava piu' avanti negli anni. Inoltre, nelle coppie di gemelli under 40, quelli in sovrappeso apparivano decisamente piu' anziani. Ma, al contrario, superati i 40, era il gemello piu' in carne a sembrare piu' giovane.

CANADA: A RUBA ORSETTO CHE SPIA BABY-SITTER

Enorme successo in Canada per l’orsetto che spia le baby-sitter. All’apparenza semba un peluche come tanti altri, ma in realta’ nasconde una minuscola telecamera nell´occhio destro, progettata per controllare le bambinaie.

La cosiddetta teddy-cam, venduta da Spytech, un negozio canadese di articoli di spionaggio, va a ruba. Il segnale puo´ arrivare a oltre 90 metri di distanza.

Secondo i media locali, in Canada gli oggetti che servono a controllare e spiare sono in aumento. Le microcamere vengono nascoste in apparecchi antifumo, nei muri, in orologi da scrivania e nelle penne.

ANIMALI: SE MUCCHE HANNO NOME PRODUCONO PIU' LATTE

Una mucca ''anonima'', senza nome, produce meno latte di una che un nome invece ce l'ha. E’ quanto emerge da uno studio della Newcastle University, pubblicato sul sito della rivista Anthrozoos.

''Cosi' come la gente reagisce meglio se viene trattata con un tocco personale, le mucche sono piu' felici e rilassate se ricevono un'attenzione piu' individuale'' spiega Catherine Douglas, della Scuola di agricoltura, cibo e sviluppo rurale presso l'Universita' di Newcastle. Gli scienziati, riferisce ScienceDaily, hanno svolto un'indagine su 516 produttori di latte inglesi. Quasi la meta', il 46%, ha affermato di chiamare per nome le mucche nella propria fattoria, ottenendo, per lo stesso numero di animali, 258 litri in piu' di latte di chi invece non lo fa.

''Qualsiasi tipo di contatto personale con l'animale lo mette in condizione di vivere meglio - conferma Giancarlo Belluzzi, vicepresidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) -. Si pensi ad esempio alla musica, alle carezze prima della mungitura, o comunque ad un approccio diretto e personale, che rientra nelle linee del benessere animale e di una maggiore empatia di questo con l'ambiente'', anche se ''e' impensabile oggi dare nomi agli animali nei moderni sistemi di allevamento, che nel caso dei bovini contiene oltre 500 esemplari e nel caso dei suini alcune migliaia''.

martedì 3 febbraio 2009

VENEZUELA: CHAVEZ ABOLISCE IL SAN VALENTINO, IL 14 C'E' REFERENDUM

Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha sospeso i festeggiamenti per San Valentino del prossimo 14 febbraio perche’ nella stessa data è in programma il fatidico referendum con il quale punta a far approvare l'emendamento che gli consentirebbe di farsi rieleggere nel 2012 per un terzo mandato di sei anni.

Chavez, secondo cui ''quel giorno non ci sara’ tempo per nulla, al massimo un bacino e via'', come rimedio ha istituito ‘’una settimana dell'amore’’, da festeggiare a partire dal successivo 16. ‘’Siamo impegnati in una battaglia – ha specificato in un incontro con i militanti trasmesso dalla tv statale -, dopo il 15 celebreremo fino al carnevale’’.

'THE INDEPENDENT': CLONAZIONE PUO' ESSERE RISPOSTA PER SALVARE SPECIE IN ESTINZIONE?

da theindependent.co.uk

Perche’ questa domanda?

Una specie di capra di montagna, lo stambecco dei Pirenei, che si era estinto nel 2000, è "resuscitato" grazie ad alcuni scienziati che, con l’aiuto di capre domestiche, ne hanno realizzato un clone. Purtroppo la risurrezione è stata di breve durata: lo stambecco e’ morto pochi minuti dopo la nascita, a causa di difficolta’ respiratorie. Tuttavia si tratta del primo esperimento con cui si e’ riusciti a creare un clone e a far nascere un esemplare di una specie estinta.

Come hanno fatto e perche’?

Gli scienziati, guidati da Jose Folch (Università di Saragozza), hanno voluto vedere se in qualche modo fosse possibile conservare il materiale genetico dello stambecco. Avevano prelevato alcune cellule della pelle dall’orecchio dell’ultimo esemplare conosciuto rimasto in vita, una femmina chiamata Celia. Il prelievo era stato effettuato nel 1999 e subito dopo Celia era stata rimessa in liberta’, ma nel gennaio 2000 è morta schiacciata da un albero cadutole addosso. Le cellule della pelle di Celia, pero’, erano state accuratamente conservate in azoto liquido a circa meno 196°. Per molti anni l’equipe di scienziati ha portato avanti una serie di esperimenti. I ricercatori sono stati in grado di effettuare il ''trasferimento'', impiantando 57 embrioni in capre domestiche, la specie piu' vicina allo stambecco dei Pirenei. Si tratta della stessa tecnica che ha portato alla clonazione della pecora Dolly.


Quanto è affidabile il processo?

Il processo di clonazione è ancora inefficiente, anche se fatto tra esemplari della stessa specie. Quando, nel 1996, e’ stata clonata Dolly, ci sono voluti 277 tentativi ed uno solo, alla fine, ha avuto esito positivo. L’esperimento dello stambecco e’ stato ancora piu’ difficile in quanto si trattava di fusione di cellule di specie diverse: su 57 embrioni idonei ad essere impiantati nelle capre, sette sono state le gravidanze e solo una, alla fine, e’ andata bene.


Si sapeva che lo stambecco avrebbe potuto non sopravvivere a lungo?

E’ evidente che gli animali clonati possano non sopravvivere a lungo perche’ spesso sono afflitti da problemi di sviluppo. Proprio per questo alcuni biologi sono scettici nei confronti di esperimenti che hanno l’obiettivo di 'ricreare' esemplari di specie estinte.

Esistono metodi piu' sicuri per clonare animali?

Un nuovo metodo, ancora in fase di sviluppo, e’ quello delle ‘’cellule staminali pluripotenti indotte’’ (Ips). Come suggerisce anche il nome, le cellule possono essere ottenute dalla blastocisti o, meglio, da quelle poche centinaia di cellule che si sviluppano al suo interno, cinque o sei giorni dopo la fecondazione e che proseguono nello sviluppo fino alla formazione dell'embrione. Gli scienziati, inoltre, hanno dimostrato che le cellule staminali embrionali, frutto del metodo Ips, si possono sviluppare totalmente nel grembo materno.

E qual è l'eventuale obiettivo?

L'obiettivo è quello di affinare la tecnica in modo che, ad esempio, le cellule della pelle di un animale in via di estinzione possano essere geneticamente modificate in laboratorio per creare cellule Ips da trasferire nell’embrione clonato che, a sua volta, sara' trasferito nel grembo materno. Alcuni gruppi di ricercatori vedono questo metodo come una possibile alternativa al metodo Dolly per la clonazione di animali in via di estinzione.

domenica 1 febbraio 2009

L'Australia fa i conti con il peggior caldo della storia

Le foglie cadono dagli alberi in piena estate e i binari delle ferrovie si deformano nella piu’ calda estate australiana di sempre. Venerdi’ a Melbourne si sono registrati 43 °, ma il record c’e’ stato due giorni prima ad Adelaide, con 45.6°.

Gli esperti temono che l'Australia, paese al mondo con la piu’ alta emissione di anidride carbonica pro capite, possa essere il primo ad implodere a causa dei cambiamenti climatici. La scorsa settimana sembrava che stesse accadendo davvero: venerdi’ il caos ha regnato a Melbourne dove una stazione elettrica e’ esplosa, arrestando il sistema ferroviario della citta’, intrappolando le persone negli ascensori, e bloccando il traffico cittadino a causa dei semafori non funzionanti. Circa mezzo milione di case ed uffici sono rimasti al buio e tutti i pazienti sono stati portati via dagli ospedali. Ad Adelaide piu’ di 20 persone sono morte per il grande caldo. I residenti di una casa di cura di Melbourne, per scongiurare il peggio, hanno iniziato a mettere i loro vestiti nel congelatore.

I politici affermano che il gran caldo dipende dal problema del riscaldamento globale: "Tutto questo è coerente con il cambiamento climatico - ha dichiarato il ministro dei Cambiamenti climatici, Penny Wong - e con ciò che gli scienziati ci hanno detto sarebbe accaduto".

sabato 31 gennaio 2009

'Sleep', dormire troppo pericoloso quanto dormire troppo poco

Se e’ noto a tutti che dormire poco fa male, un recente studio ha dimostrato che anche dormire troppo puo’ essere dannoso. Una ricerca americana pubblicata sulla rivista 'Sleep', infatti, suggerisce che sia dormire troppo sia dormire troppo poco puo' aumentare il rischio di mortalita', malattie cardiovascolari, diabete e obesita'.

E il meccanismo comune con cui agiscono entrambi gli estremi - poco sonno o super dormite - e' l'aumento dei livelli di alcune sostanze infiammatorie nel sangue: le cosiddette citochine. Lo studio ha coinvolto 614 persone gia' reclutate nel Cleveland Family Study, che hanno compilato un questionario sulle proprie abitudini notturne e sono state quindi sottoposte ad una notte di sonno controllato attraverso una polisonnografia.

Ogni ora in piu' di sonno riferita spontaneamente dagli 'arruolati' si traduceva in un aumento dell'8% nei livelli ematici di proteina C-reattiva e in un +7% nei livelli di interleuchina-6 (entrambe legate al rischio di problemi cardiaci e diabete). All'opposto, ogni ora di sonno in meno registrata tramite polisonnografia si associava a un aumento dell'8% nei livelli di Tumor necrosis factor-alfa, un'altra citochina pro-infiammatoria.

Salute: guidare con il raffreddore e' pericoloso come un doppio whisky

Guidare con l'influenza o con un brutto raffreddore e' azzardato quanto mettersi al volante dopo aver bevuto un doppio whisky. E' quanto emerge da una ricerca commissionata dalla Lloyds Tbs Assicurazioni, secondo la quale condizioni di salute instabili possono influenzare negativamente la guida, abbassare la concentrazione e rallentare i riflessi.

Lo studio e' stato condotto su un centinaio di automobilisti, di cui una meta' 'sana' e un'altra affetta da raffreddore, stress o mal di testa. In particolare, i test in un simulatore hanno mostrato un rallentamento dei riflessi dell'11 per cento, che equivale ad aggiungere 2,3 metri sulla normale distanza d'arresto su 96 metri percorsi a una velocita' di circa 110 km orari.

Un altro sondaggio commissionato da gruppi di assicurazioni britanniche ha rivelato che su 4.000 persone intervistate, 22 sono risultate vittime di incidenti mentre erano al volante raffreddati o addirittura febbricitanti. La societa' YouGov, autrice del sondaggio, ha stimato che il dato, rapportato ai 33,5 milioni di adulti che guidano l'auto nel Regno Unito, dimostrerebbe che 125.000 incidenti l'anno scorso in Gran Bretagna sono stati causati da automobilisti con l'influenza. Ha inoltre avvertito che i sintomi influenzali al volante non vanno sottovalutati, soprattutto se si sono presi dei farmaci per attenuarli.

La portavoce della societa', Paula Llewellyn, non ha dubbi: "Gli automobilisti ammalati causano ogni anno migliaia di incidenti". Basta pensare alla pericolosita' degli starnuti, che ci fanno chiudere gli occhi anche solo per una frazione di secondo.

Per chi si mette in viaggio in cattive condizioni di salute, meglio dimostrare buon senso e pensare a soluzioni alternative, come, ad esempio, i mezzi pubblici.

Kenya: arrestato fratellastro di Obama per droga

da Cnn.com



George Obama, fratellastro del presidente degli Stati Uniti, e' stato arrestato dalla polizia del Kenia per possesso di droga (VIDEO). A darne notizia e' la Cnn, in esclusiva, sul suo sito web. Un corrispondente dell'emittente e' riuscito a parlare con il giovane, dietro le sbarre, che ha smentito le accuse: "Mi hanno portato via da casa, non so di cosa mi accusino".

L'ispettore Augustine Mutembei, ha detto, invece, che l'uomo e' stato fermato per possesso di marijuana, che in Kenya viene chiamata 'Bhang', e per resistenza a pubblico ufficiale. Rinchiuso nel commissariato di Hurumba, nella capitale Nairobi, George Obama comparira' dinanzi al giudice lunedi'.

George Obama e il presidente praticamente non si conoscono, anche se si sono incontrati qualche volta. E George Obama e' stato uno dei pochi parenti del presidente che non ha partecipato al giuramento della scorsa settimana.

Birmingham dice addio all'apostrofo, la decisione sconvolge i residenti

da timesonline.co.uk


Per i difensori dell'apostrofo, in Gran Bretagna, la giornata di oggi rappresenta una grande sconfitta: hanno perso Birmingham, West Midlands. Dopo un serrato dibattito il Consiglio di citta' ha infatti deciso che l'apostrofo del possessivo non comparira' piu' nei cartelli con i nomi delle strade.

Nessuna cerimonia per celebrare questa decisione, ma solo una dichiarazione del presidente del Consiglio del comitato di controllo dei trasporti, Martin Mullaney, che ha sottolineato come da qualche tempo l'apostrofo era caduto in disuso su tutti i segnali cittadini.
I difensori dell'apostrofo di Birmingham hanno risposto arrabiati con tanti punti interrogativi. Cosi' come il nome delle strade in cui vivono, alcuni sembrano essere molto possessivi e pretendono che il loro apostrofo sia ripristinato.

''Il consenso del consiglio comunale fa si' che essi non siano ripristinati - - ribadisce sul suo blog, tuttavia, Mullaney -. Sono pero' consapevole che e' un punto di vista particolare e che ha sconvolto molti residenti''.

Ordinanza antidroga a Padova: si scelga tra multa e Sert

Se a Padova si e' sorpresi a comprare o a consumare droga in strada, le possibilita' sono due: una multa di 500 euro o un programma di riabilitazione al Sert. E' quanto stabilito dall'ordinanza antidroga firmata dal sindaco della citta', Flavio Zanonato (Pd). Nel pomeriggio di ieri c'e' stata la prima vittima, un padovano di 46 anni sorpreso dai vigili urbani mentre, in strada, si stava preparando una dose di cocaina.

''La persona multata - ha spiegato la vice comandante della polizia municipale, Maria Luisa Ferretti - ha tempo 30 giorni per fare richiesta di essere inserita in un programma di riabilitazione. Una domanda che gli permetterebbe di evitare la sanzione di 500 euro''.


''E' un piccolissimo strumento per combattere lo spaccio e la distribuzione di droghe - ha detto il sindaco Zanonato -, sostanze che distruggono i nostri giovani. Come previsto dal decreto Maroni, proviamo a dare un contributo: e' un'arma in piu' sul difficile versante della lotta alle dipendenze''. L'ordinanza del sindaco non ha nulla a che vedere con gli spacciatori perche' ''chi vende droga e' gia' sanzionato con multe da migliaia di euro ed anni di carcere dalla legge ordinaria''.

Intanto, come capita ogni volta che il Comune interviene sul fronte sicurezza, sono rispuntati gli attivisti del centro sociale Pedro, che hanno annunciato per mercoledi' sera, nelle piazze, una maxi spinellata di protesta.

'Google street view' pirata della strada, ucciso un cerbiatto

Google street view fa la prima vittima: si tratta di un cerbiatto ucciso, in una strada dello stato di New York, da una ''Google Car'', la macchina su cui viaggiano le troupe di "Google Street View" a caccia di immagini. . Le immagini dell'esemplare, dapprima pericolosamente vicino alla telecamera e poi riverso a terra morto, inizialmente potevano essere viste su Street View, l'applicazione di Google maps che permette di vedere immagini panoramiche di diverse localita' del globo, ma sono state successivamente oscurate. Alcuni blogger sono riusciti a salvarle e, cosi', le foto del cerbiatto hanno fatto il giro del mondo.

Google, motore di ricerca tanto attento alla tutela dell'ambiente, non ha perso tempo per scusarsi con gli utenti e dare spiegazioni sull'accaduto: "Comprensibilmente turbato, l'autista si e' subito fermato per allertare la polizia - hanno detto - e il team di Street View. Il cerbiatto era in grado di muoversi e quando la polizia e' arrivata se ne era andato. Gli agenti hanno spiegato al nostro autista che purtroppo, non e' raro che accada una cosa del genere. Il Dipartimento Trasporti dello Stato di New York calcola che siano 60/70.000 le collisioni con i cerbiatti, ogni anno, nel solo Stato di New York. E non e' necessario fare denuncia alla polizia".










venerdì 30 gennaio 2009

I lavoratori inglesi protestano per l'arrivo dei colleghi stranieri


da timesonline.co.uk

Dopo le vicende di Lampedusa, il problema dei migranti e dei lavoratori stranieri investe anche la Gran Bretagna. In 17 siti diversi, infatti, piu' di 2000 lavoratori hanno scioperato in segno di protesta contro l'impiego di lavoratori stranieri e a far manifestare gli operai inglesi ci sono anche degli italiani che, insieme a lavoratori portoghesi, dovrebbero iniziare a lavorare nella raffineria di Lindsey, in Immingham, North Lincolnshire.


Circa 700 dipendenti della raffineria Grangemouth, in Scozia, hanno marciato davanti alla struttura, ma l'ondata di proteste ha coinvolto anche le centrali elettriche, compresa quella di Longannet, sempre in Scozia, dove 500 operai hanno smesso di lavorare. Si parla di ulteriori scioperi in corso in altri impianti, tra cui anche la centrale nucleare di Sellafield.


Il British National Party ha tentato di arrestare gli scioperi senza pero' sanzionare i manifestanti, cercando cosi' di mantenere la sua influenza sui lavoratori, adirati perche' potrebbero perdere il lavoro a causa dei concorrenti europei.

Lo gnu attratto dal rinoceronte

L'amore e' nell'aria nelle pianure dell'Africa dove uno gnu mostra il suo lato selvaggio sbaciucchiando un rinoceronte.

In alcune immagini scattate da Hendrik Fehsenfeld, nella ''Phinda's Private Game Reserve'', e pubblicate sul sito del tabloid inglese The Sun, e' possibile vedere momenti incredibili. L'uomo ha notato il rinoceronte e l'amico gnu in intimita': ''Ero nelle pianure di Zuka per altri motivi - ha detto - e mi sono trovato davanti questa immagine insolita ed interessante''.

Clicca qui per vedere la slide show

Il blog irriverente di una hostess: "In volo con maleducati e beoni"

ASSISTENTE DI VOLO: vita da hostess di volo

E' un viaggio tra passeggeri a volte un po' sprovveduti, spesso maleducati e arroganti, ignari delle più banali misure di sicurezza che bisogna rispettare. Ma è anche un punto di osservazione privilegiato e sincero nel mondo di una compagnia aerea low cost, che pubblica le classifiche dei dipendenti più produttivi, sulla base di quanto vendono. Si chiama "Vita da hostess di volo", è il blog di un'assistente Ryanair che, da due più di due anni, cammina su e giù per i corridoi dei Boeing 737 della compagnia irlandese.

Un diario a volte sfacciato, che non si fa problemi a sfottere chi si imbarca sull'aereo sbagliato o chi si chiude in bagno a vomitare. A gestirlo, da marzo 2008, una ragazza di circa 30 anni che non dice mai il suo nome vero, salvo pubblicare una sua foto mentre è sdraiata, sorridente, all'interno della cappelliera dell'aeromobile.

La protagonista della storia vive tra Liverpool e Pisa, dove si trovano due delle basi della compagnia di Michael O' Leary. Quando inizia il diario, anticipa: "Vedrete che tutto si aggira su tre argomenti principali: bagni, emergenze mediche, repressi". In quest'ultima categoria include i passeggeri che vogliono fumare nelle toilette, quelli che pretendono di portare sull'aereo una valigia dalle dimensioni irregolari o che vogliono imbarcarsi con un biglietto valido per un altro giorno (e in cui volare costava meno). Ci sono anche casi da denuncia: come quell'uomo sorpreso con una rivista pornografica e i pantaloni semi-abbassati. O quello che ha iniziato a urlare e si è buttato sul portellone tentando di aprirlo.

giovedì 29 gennaio 2009

Londra, vedute aeree notturne di Jason Hawkes



























Gran Bretagna, banda larga in ogni casa entro il 2012

da Independent.co.uk

Ogni casa del Regno Unito, entro il 2012, secondo quanto affermato oggi dal Governo inglese, sara' dotata di connessione Internet a banda larga. L'iniziativa, illustrata nella relazione ''Digital Britain'', avrebbe lo scopo di assicurare a una connessione abbastanza veloce da consentire a tutti di vedere video online. Contemporaneamente viene proposta la creazione di un nuovo organismo destinato ad affrontare il problema della copia e condivisione illegale di musica e film su Internet.

In ogni caso, entro la fine dell'anno, prima della pubblicazione definitiva della relazione, il governo deciderà se, attraverso finanziamenti pubblici, contribuira' alla creazione della nuova rete a banda larga superveloce per il Regno Unito.

Leggi l'articolo integrale in lingua originale.

Londra, cane anti-droga ucciso da cancro al naso

da Repubblica.it

Dopo anni di servizio con il dipartimento di polizia di Avon e Somerset, Max si è ammalato di un raro tumore fulminante


Londra, cane anti-droga ucciso da cancro al naso

LONDRA - Per il lavoro ha dato la vita e il suo caso sta commovendo l'Inghilterra. Questa volta, a far puntare il dito contro i rischi professionali che in troppi casi portano alla morte, è la triste storia di un cagnolino, che, a nove anni, è stato ucciso da una rara forma di cancro al naso. Malattia professionale, sì. Perché Max, uno Springer Spaniel, lavorava da anni con la polizia inglese, addestrato a scovare cocaina e altre droghe. Era bravissimo, un aiuto prezioso per gli agenti: proprio la sua bravura a sniffare le sostanze stupefacenti potrebbe essergli stata fatale, causando nel tempo la malattia che lo ha fatto morire la scorsa settimana.

Max era in servizio presso il Dipartimento di polizia di Avon e Somerset, riferisce il quotidiano britannico Telegraph, e viveva con la sua addestratrice, l'ispettore Anne Higgins, che ha commentato, distrutta: "E' quasi ironico che quell'organo meraviglioso che lo rendeva così speciale nel suo lavoro sia stato la sua rovina".

Fino a qualche settimana fa Max stava bene. Poi, all'improvviso, ha cominciato ad apparire stanco e apatico. Il tumore, fulminante, ha agito molto velocemente sul cagnolino che era già in "pensione" da un anno, dopo un'artrite agli arti posteriori che lo costringeva a muoversi con l'aiuto di un'apparecchiatura su ruote. Il cancro di cui si è ammalato aveva interessato anche le zampe anteriori e lo avrebbe ridotto all'immobilità in poco tempo.

La malattia che lo ha colpito è estremamente rara nei cani e rappresenta l'uno, due per cento dei casi, spiega il veterinario che lo aveva in cura, Kate Fairclough. Il lavoro che per anni Max ha svolto ha senz'altro giocato un ruolo importante nella sua malattia, aggiunge, anche se possono aver influito altri fattori ambientali.

La settimana scorsa, le sue condizioni sono peggiorate di colpo. "Ha lottato fino all'ultimo ed ha avuto una vita piena di successi", ricorda la sua addestratrice. "Grazie a lui, molti malviventi sono spariti dalla circolazione".

(28 gennaio 2009)

mercoledì 28 gennaio 2009

Stupro capodanno: Franceschini intervistato da Studio Aperto poco prima di compiere la violenza

Lo stupratore di capodanno, Davide Franceschini, era stato intervistato da Studio Aperto, poco prima di compiere la violenza la sera del 31 dicembre. Il giovane ha poi confessato di essere stato lui a violentare una ragazza alla Festa 'Amore 09' che si teneva alla Fiera di Roma.
Il filmato, che è servito alla squadra mobile per identificare Davide, è stato diffuso solo dopo che gli investigatori hanno accertato che non avrebbe pregiudicato le indagini.


Guarda il video


Panda a 4900 euro, Punto a 6400. Tutti a comprare in Germania

da Repubblica.it

Le concessionarie italiane spiazzate dalla concorrenza estera. Enormi
differenze di prezzo e rischio paralisi per la nostra rete di vendita

di VINCENZO BORGOMEO

Un'immagine sulla rottamazione dal sito Fiat.de
Solo 4990 euro per una Panda, 6450 per una Grande Punto e 9.990 per una Bravo: no, non sono usate, ma nuove di zecca e con tre anni di garanzia. Questi i prezzi di listino Fiat in Germania dove sono stati appena lanciati gli incentivi statali: non c'è bisogno di essere grandi analisti per scoprirlo, basta andare un secondo sul sito www.fiat.de per verificare come il mondo dell'auto, in Italia, sia davvero sull'orlo del baratro.

BLOG, dite la vostra

E già perché se verranno confermate le prime indiscrezioni sugli incentivi che l'Italia si appresta a varare (si parla di 1000 euro a macchina) durante la riunione di oggi pomeriggio al Governo, significa che ci sarà un fiume di auto comprate in Germania e poi rivendute in Italia.

Oggi sul nostro mercato una Panda costa infatti nella migliore delle ipotesi (km0, promozione Fiat sommata a sconti della concessionaria), 8000 euro, una Grande Punto 10 mila e una Bravo 14 mila: differenze di prezzo da tre a cinquemila euro quindi con le stesse vetture vendute in Germania.

D'a
ltra parte oggi è fin troppo facile andare in Germania, comprare un'auto e poi tornare in Italia, soprattutto per un operatore del settore che non avrà certo difficoltà - con la crisi che c'è - a ottenere auto con sconto rottamazione per poi rivenderle in Italia. E il rischio che le concessionarie italiane si trovino spiazzate ai danni degli importatori diventa reale. Non è vero infatti che per usufruire degli incentivi tedeschi debba occorra essere residenti in Germania come hanno riportato alcuni giornali e siti web: il regolamento della Ue lo vieta. Basta che l'acquirente dimostri che l'auto sia rottamata effettivamente e che sia stata posseduta da più di un anno.

Con queste premesse, insomma, diventa folle pensare che il nostro mercato dell'auto possa ripartire con un misero incentivo di 1000 euro. Come scrive infatti "Suddito" nel nostro blog: "Andate sul sito www.fiat.de cioè l'homepage del sito FIAT e guardate le offerte: fammi questi prezzi anche qui e vedi che la compro la macchina nuova".
Difficile, davvero difficile dargli torto. E allo stesso modo è difficile capire perché all'interno dell'Europa si debba avere una tale differenza di prezzi per lo stesso prodotto. Insomma siamo tornati di colpo agli anni Ottanta, al periodo che fece nascere il fenomeno degli 'importatori' paralleli e che trasformò il mercato dell'auto in Italia in una specie di Giungla senza regole e senza tutele per il consumatore.

Così oltre ad avere il problema della sovrapproduzione, dei conti in rosso, delle auto che non si vendono, ora le case automobilistiche in Italia dovranno fare i conti anche con i loro 'colleghi' degli altri mercati che inonderanno il nostro Paese di modelli a prezzi stracciati. E si troveranno di nuovo a gestire, come negli anni Ottanta, un enorme contenzioso per garanzie di auto a cui - per legge - sono obbligati a dare assistenza.

Due precisazioni:
1) Andare in Germania e comprare un'auto per un privato è complicato (tuttavia fattibile), ma per un grande dealer è semplicissimo e questo comporterà - se in Italia non vendono adottati incentivi simili a quelli tedeschi - inevitabilmente un flusso di auto provenienti della Germania.

2) I tedeschi ovviamente cercano di fare in modo che le automobili nuove trovino un acquirente tedesco e nello stesso tempo cercano di togliere dalla circolazione della Germania quelle inquinanti. Per questo nel regolamento dei loro incentivi hanno inserito la clausola che l'auto deve essere immatricolata in Germania da almeno un anno. Ma questa postilla nel regolamento della loro rottamazione è illegittima perché va contro la normativa UE (è successo la stessa cosa con il noleggio).

(28 gennaio 2009)

domenica 3 febbraio 2008

L'informazione nel "villaggio globale" 2.0

Le notizie su internet battono giornali, radio e televisione. Ormai è un dato di fatto.
Philip Meyer, studioso dell'editoria americana, sostiene che l'ultima sgualcita copia su carta del "New York Times" sarà acquistata nel 2043. Ma è lo stesso editore del giornale, Arthur Sulzberger, a replicare in maniera ben più pessimistica: "non so davvero - ha detto Sulzberger - se saremo ancora in edicola fra cinque anni. E sapete cosa? Non me ne importa". Il giornale più prestigioso del mondo ha iniziato un viaggio di transizione verso internet e nei piani del management c’è anche la data in cui l’edizione su carta non sarà più stampata.
Così come quelli del New York Times, la quasi totalità degli editori ha introdotto novità per aumentare le vendite. Dai calendari ai libri, dai cd musicali ai dvd e vhs. Ma queste novità non bastano. I giornali non si leggono.
E’ l’informazione che cambia. Internet dà la possibilità di un’informazione ad hoc, cosa che la carta stampata non consente. Con i giornali, con i tg, con i radio giornali, più in generale con i tradizionali mezzi di informazione, la selezione delle notizie viene dall’alto. Il pubblico non ha strumenti per poter decidere su cosa informarsi e cosa invece trascurare. Con Internet è l’utente a decidere. E’ possibile consultare ogni sito pubblico, compresi quelli meno professionali, quelli meno attendibili, quelli illegali addirittura. Non siamo limitati alle zone residenziali e “controllate” del “villaggio globale” di Mc Luhan in cui ormai viviamo ma possiamo visitare anche i sobborghi degradati. Il tutto, come se non bastasse, gratuitamente. Emerge ovviamente una problematica: l’attendibilità. E’ necessario spirito critico. Bisogna saper discernere, valutare e verificare. Per anni ci si è fidati, a volte sbagliando, di ciò che radio e tv hanno trasmesso come notizia. Sono passati, d’altronde, 70 anni dall’esperimento di Orson Welles e la sua indimenticabile “guerra dei mondi”.
Con internet chiunque può informare, chiunque può scrivere quello che pensa. Per alcuni questo è un fattore assolutamente positivo, per altri meno. Ma è così. Si va affermando, dunque, un universo di particolarismi, di soggetti e di entità che hanno da dire la loro e lo fanno attraverso il web. Innegabilmente anche questa è informazione. Un esempio emblematico, in Italia, è il blog di Beppe Grillo. Si tratta del sito web più visitato nel paese; ancor più di Repubblica.it e Corriere.it.
Per alcuni questo processo rappresenta il declino dell’informazione, per altri è semplicemente il frutto dell’innovazione tecnologica che rimpiazza, o per meglio dire incontra, i mezzi tradizionali. I rischi ci sono. Vanno affrontati. La rete è una possibilità e, in quanto tale, va sfruttata a pieno.
L’unica soluzione è sentirsi cittadini del “villaggio globale”, con tutto ciò che questo comporta.

venerdì 25 gennaio 2008

Bee movie, api poco pungenti






Barry Benson è un’ape neo-laureata. Come tutti i giovani è incerto e si fa domande sul proprio futuro. Scontento della prospettiva di svolgere a vita lo stesso lavoro, cioè produrre il miele, sia pure con la scelta tra 3000 tipi di impieghi nella Honex, sogna di avventurarsi al di fuori dell’alveare per entrare a contatto col mondo degli umani. Proprio l’incontro con una donna, una fioraia di Manhattan di nome Vanessa che gli salva la vita nella sua prima gita fuori dall’alveare, gli farà infrangere una delle regole fondamentali del mondo in giallo e nero: non parlare con gli umani. Tra i due è subito amicizia, finché Barry non scopre che gli uomini si appropriano e vendono il miele, frutto del duro e quotidiano lavoro delle api. Per Barry questo è un furto vero e proprio e, in quanto tale, deve essere denunciato e punito. Prenderà così il via un processo i cui imputati sono da un lato i produttori di miele e dall’altro l’immensa comunità delle api.
Dopo Shrek 3, la Dreamworks presenta dunque il più atteso film del Natale 2007: Bee movie. La magia dell’animation computerizzata consente di conoscere meglio il mondo di questi insetti e permette di esplorare le loro vite nascoste. Scritto, prodotto e interpretato dal popolare attore del Saturday Night Live Show, Jerry Seinfeld, l’animazione tenta di sensibilizzare il pubblico nei confronti di delicate tematiche ambientali. Chiunque abbia lavorato nella produzione è partito dalla volontà di “pensare come le api” connotando in positivo situazioni e luoghi comuni che le dipingono come aggressive e fastidiose. Non ci si stupisce, infatti, quando l’ape, con disinvolta naturalezza, parla con la giovane fioraia. I loro discorsi sembrano tutto, fuorché qualcosa di bizzarro.
La naturalezza e la semplicità che caratterizzano la pellicola, però, non bastano. I personaggi, tranne nel caso del protagonista, non sono ben definiti. I due “antagonisti” del film, l’avvocato dei produttori di miele e il fidanzato di Vanessa, personaggi buffi e divertenti, non sono approfonditi e sembrano far parte della storia solo per dare continuità alle gag dell’autore.
Bee movie, eccetto alcune scene e sketch, come quella del parabrezza o gli sbeffeggiamenti a Sting e Ray Lotta, non coinvolge. A differenza della saga di Shrek, lascia piuttosto distaccato lo spettatore. Si sorride, è carino, brillante. Ma niente di più. E’ giusto, politicamente corretto, forse troppo corretto. Con tanto di morale, quella ecologista. Ma alla fine della visione sembra che qualcosa manchi. Anche lo slogan “nero e giallo… che sballo!” non resta impresso.
Altro punto a sfavore è che, pur essendo stato girato con tecniche tridimensionali, in Italia il film non può essere visto in 3D con gli occhialini, in quanto le sale a nostra disposizione non hanno proiettori adatti. In questo caso la colpa non è della produzione ma questa carenza tecnica contribuisce a ridimensionare ciò che era stato preannunciato come un grande successo dell’animazione computerizzata.

domenica 13 gennaio 2008

"Salvi nella speranza", non dalla censura

Luttazzi probabilmente non è simpatico. E’ troppo volgare. Non è divertente. E’ offensivo. La sua resta, in ogni caso, una comicità, se così può essere definita, atipica. Ne ha combinate di tutti i colori. Alcuni hanno riso, altri si sono annoiati. Altri ancora offesi. E’ stato cacciato da Berlusconi e sette mesi fa è tornato. E ora il suo programma “Decameron” viene sospeso.
In un paese libero quale dovrebbe essere il nostro, è legittimo esprimere opinoni. E Luttazzi ha espresso le sue. Per alcuni offensive, ben radicate, a tratti irriverenti. Ma pur sempre opinioni. E forse il problema è proprio questo. Capire quale sia il limite della comicità. La satira come offesa pubblica o un’offesa ai professionisti della satira?
Si diceva che il programma fosse stato sospeso per degli insulti nei confronti di Giuliano Ferrara. Ma il motivo in realtà è un altro. Luttazzi ha espresso le sue opinioni sulla Chiesa e sul Papa. Ha fatto quello che forse tanti avrebbero voluto fare. Ha criticato l’ultima Enciclica di Benedetto XVI. Lo ha fatto passando da un argomento all’altro e toccando temi di grande attualità. Dalle coppie di fatto all’eutanasia. La Chiesa teme le unioni omosessuali. Ma se è un tema così importante, dice giustamente Luttazzi, com’è che Gesù non dice una parola in merito ma al contrario ne dice tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare? Il comico ha definito l’Enciclica “Spe Salvi” più divertente di un barile pieno di anguille. Ha affermato la pericolosità delle religioni. “Esse operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi”. Divertente il passaggio sul profilattico. “Il preservativo, a quanto pare, è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato...”. Ha ribadito la necessità della separazione tra Stato e Chiesa così come la aveva indicata Gesù deducendo quindi che, “se il Papa è Cattolico, Cristo non lo era”.
Luttazzi ha mosso un’abile critica; voleva dire cose che nel nostro paese vengono censurate. E alla fine così è stato. L’episodio ricorda vagamente il caso della censura preventiva dell’inchiesta Bbc sui preti pedofili. Come se un pedofilo, essendo prete, avesse il diritto ad essere coperto e protetto.
Dopo la chiusura del programma il comico ha spostato il set al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Forse lì è il sipario a garantire uno spazio libero di rappresentazione della realtà. Frutto di tenacia e determinazione. Coerenza e spirito critico. Caratteristiche rare nella nostra società. Tanto di cappello.

mercoledì 24 ottobre 2007

I simpson diventano umani

La sigla iniziale della serie tv "I simpson" in versione umana.
E' stata utilizzata quest'anno dal canale inglese Sky One per inaugurare la 17° serie ed è stata inserita all'inizio di un episodio trasmesso dalla Fox il 26 marzo 2006 nel corso della diciasettesima stagione televisiva americana.
Da anni (almeno dal 2001) si parla di un film sui Simpson; non un cartone ma un film con attori veri e propri. I roumors circa la vicenda sono tornati di attualità proprio perchè, da qualche tempo, in Rete circola questo video.

Nel primo video si può vedere la sigla con Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie in carne ed ossa, nel secondo invece scorrono fianco a fianco le sequenze della sigla umana con quella del cartoon.




L'informazione che cambia


Un regime militare al potere che per quarantacinque anni è riuscito ad isolare il Myanmar ( ex Birmania) dal resto del mondo.
Totale simbiosi tra potere politico e sistema mediatico; di fatto il regime ha monopolizzato tutti i mezzi di comunicazione.
Migliaia di coraggiosi monaci buddisti che grazie ad un alleato come Internet fanno sapere al mondo cosa succede nel loro Paese.
Un giornalista giapponese ucciso o, per meglio dire, "assassinato" mentre filmava le cariche della polizia contro i dimostranti.
Un video che, diffuso rapidamente, testimonia l'assassinio del reporter. Tale documento mostra chiaramente al mondo libero come, in realtà, si sia trattato di un'esecuzione. Viene così smentita, grazie alle nuove forme di comunicazione, la versione ufficiale della giunta secondo la quale l'uomo sarebbe stato colpito da un "proiettile vagante".

Segno dell'informazione che cambia.

Web 2.0, il viaggio




Le notizie su internet battono giornali e televisione. Questo è il concetto che emerge sfogliando tutti i quotidiani degli ultimi giorni. In realtà non si tratta di una novità, sono anni che si parla della crisi della carta stampata a favore dell'informazione in rete.
Philip Meyer, studioso dell'editoria americana, sostiene che l'ultima sgualcita copia su carta del "New York Times" sarà acquistata nel 2043. Ma è lo stesso editore del giornale, Arthur Sulzberger, a replicare in maniera ben più pessimistica: "non so davvero - ha detto Sulzberger - se saremo ancora in edicola fra cinque anni. E sapete cosa? Non me ne importa". Il giornale più prestigioso del mondo ha iniziato un viaggio di transizione verso internet e nei piani del management c’è anche la data in cui l’edizione su carta non sarà più stampata.
Questo esempio è utile per capire la situazione che attualmente caratterizza la carta stampata e più in generale il mondo dell'informazione. Sempre più si affermano fonti di informazione in rete e sempre meno queste fonti di informazione sono i siti web dei quotidiani nazionali.
La novità assoluta, però, è che per la prima volta anche la televisione e di conseguenza l'informazione televisiva, sembrano entrare in crisi. Da una ricerca dell'"Associazione europea degli editori online", risulta che il 19% degli intervistati guarda meno la tv. Gli accessi alla rete nel prime time serale, infatti, sono arrivati al 67%. Ed è proprio questo, secondo gli autori della ricerca, il dato più stupefacente da prendere in considerazione.
Si va affermando dunque un universo di particolarismi, di soggetti e di entità che hanno da dire la loro e lo fanno attraverso il web. Innegabilmente anche questa è informazione.
Un esempio emblematico, in Italia, è il blog di Beppe Grillo. Si tratta del sito web più visitato nel paese; ancor più di Repubblica.it e Corriere.it che vantano comunque un elevato numero di accessi.

Alla base di tutto questo c'è quel concetto che prende il nome di Web 2.0.
Una definizione chiara ed esaustiva non esiste ma per capire di cosa si tratta, a mio parere, può essere interessante prendere in considerazione i dieci punti elaborati dal giornalista ed editore londinese Ian Delaney in base alle definizioni date da Tim O’Reilly in "What is Web 2.0", da Paul Graham nel suo "Web 2.0" e da Jason Fried nel libro "User Survey":




  1. La saggezza degli utenti: con questa definizione pensiamo direttamente al funzionamento di Digg.com, in cui il successo di un articolo è deciso dagli utenti che lo votano. La gente parla della forza dell’"Effetto della rete". I risultati di Google funzionano in base a questa definizione. E’ il numero di link al sito che ne decide l’importanza.



  2. Applicazioni web condivise: se applichiamo questa definizione, allora solo alcuni siti verrebbero classificati come Web 2.0: Basecamp, Writely e 30Boxes. Ma se pensiamo a Google e a Digg come applicazioni, allora molti altri siti rientrerebbero nella categoria.



  3. Il web inteso come piattaforma: secondo Tim O’Really, che ha coniato questo concetto, significa mettere a disposizione un servizio che non potrebbe vivere senza il web. In quest’ottica, allora pensiamo a eBay, Craiglist, Wikipedia, del.icio.us, Skype e Dodgeball. Partendo da questo presupposto ogni Community rientra in questa definizione.


  4. Partecipazione degli utenti: questo è il punto fondamentale che divide i vecchi siti dai nuovi servizi web come YouTube, Flickr e OhMyNews dove gli utenti sono anche gli autori. L’espressione "read/write web" illustra chiaramente l’idea che vogliamo trasmettere.



  5. Pieno coinvolgimento dell’utente: i siti Web 2.0 usano CSS, AJAX, e altre tecnologie che aumentano la fruibilità e creano pagine dinamiche che sono in grado di mostrare più informazioni nello stesso spazio.



  6. Neologismo per Marketing: questo è almeno quello che gli scettici dicono. Così Google search, Amazon ed eBay, che fanno parte del Web 2.0 per una o più delle loro caratteristiche, sono solo una sorta di moderna moda passeggera destinata a sparire.



  7. L’importanza dei dati: la gestione dei dati è una competenza insita nelle aziende che trattano il Web 2.0. "L’SQL è il nuovo HTML" è un’altra definizione che segue la stessa filosofia. Tutto il Web 2.0, dalle grandi aziende come Amazon e Google per arrivare alle piccole startup come 30boxes e Orchestrate, operano principalmente con database e praticamente non fanno altro che mostrare viste personalizzate.



  8. Beta per sempre: le applicazioni Web 2.0 sono continuamente rilasciate, riscritte e rivisitate su basi in continuo sviluppo. La maggior parte delle applicazioni di Google, per esempio, sono ancora in beta. Ancora, Flickr si rumoreggia sia modificato ogni 30 minuti. MySpace e altre reti sociali aggiungono nuove caratteristiche ogni quindici giorni. Questa è comunque diventata una caratteristica anche delle applicazioni stand-alone, basti pensare a Windows e MacOs che rilasciano fix e patch in continuazione.



  9. Usare il web come è stato ideato: Paul Graham riferisce di un incremento nella fruibilità che è stata raggiunta attraverso un buon design, grazie a tecnologie come AJAX e anche perchè è stato permesso agli utenti di organizzare le loro informazioni liberamente.



  10. Nulla: molti asseriscono che il Web 2.0 non esiste. Personalmente trovo difficile condividere questa risposta. Semplicemente perchè se da un lato è difficile trovare una definizione chiara, dall’altro è anche innegabile una lenta rivoluzione nei nuovi siti. E’ come voler descrivere il mondo con il solo bianco e nero. Esistono le gradazioni e le tonalità che dipingono meglio gli oggetti e la realtà. La stessa cosa credo si possa dire delle nuove applicazioni. Inoltre il Web 2.0 è ancora una espressione giovane. Ci rendiamo conto di cosa sia, ma non riusciamo ancora a definirne i contorni.

Questa riportata è una traduzione dei dieci punti di Delaney; il link per poter visualizzare il testo in lingua originale è http://twopointouch.com/2006/08/17/10-definitions-of-web-20-and-their-shortcomings/


martedì 23 ottobre 2007

Il Tutor che salva la vita




L'uso del Tutor, il sistema di rilevazione automatica della velocità media in autostrada, ha ottenuto degli ottimi risultati. Questo è quanto dimostrato dalla Polizia Stradale che ha appena reso pubblici i dati sull'utilizzo di tale sistema. Il tasso di mortalità, nei tratti in cui è attivo il controllo elettronico della velocità media, è diminuito del 50% e quello relativo ai feriti del 34%. Le velocità medie, nei tratti monitorati, sono diminuite di 16 km/h, mentre quelle di punta sono scese di 23 km/h, abbassando così anche il numero delle infrazioni registrate dalla Polizia Stradale. Ad oggi il sistema Tutor è installato su 1120 km di carreggiata che diventeranno 1700 entro la fine del 2008. Si tratta indubbiamente di risultati clamorosi. Per la prima volta, nella storia della sicurezza stradale italiana, il numero delle vittime si riduce drasticamente.


Sul sito della Polizia Stradale è possibile reperire informazioni sul sistema di monitoraggio Tutor. E' inoltre possibile visualizzare una mappa dettagliata dei Tutor presenti sulla rete autostradale italiana.